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Lunedì 5 Dicembre 2016

Spiritualità francescana

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Povertà, Obbedienza e Castità sono aspetti fondamentali della vita di Francesco e dei suoi discepoli. Dopo un primo periodo passato in solitudine, Francesco iniziò a vivere la propria vocazione insieme a dei compagni che volevano imitare il suo esempio. L’umiltà e l’ascetismo al quale si accompagnò l’opera del santo gli valse il nome di Imitator Christi (Imitatore di Cristo): da qui inizia l’esperienza della fraternità, nella quale ciascun membro è dunque un Imitator Francisci (Imitatore di Francesco), e dunque un imitator Christi.


Secondo la Regola dettata da Francesco, la vita comunitaria deve cercare di conformarsi a questi principi:

Fraternità:  i frati non devono vivere soli, ma devono prendersi cura dei propri fratelli (e in generale di tutti) con amore e dedizione. La stessa cura si estende incondizionatamente non solo alle creature umane, ma a tutto il creato in quanto opera di Dio e dunque sacro, vivendo in questo modo la fraternità universale.

Umiltà:  porsi al di sotto di tutto e di tutti, al servizio dell’ultimo per essere davvero al servizio di Dio, liberarsi dai desideri terreni che allontanano l’uomo dal bene e dalla giustizia.

Povertà:  rinuncia a possedere qualsiasi bene condividendo tutto ciò che ci è dato con i tutti i fratelli, partendo dai più bisognosi.


Alla preghiera e alla meditazione, la Regola francescana aggiunge lo spirito missionario, in conformità ai precetti evangelici, assumendo una condotta completamente diversa rispetto alla norma seguita fino ad allora.

È chiaro come a San Francesco interessassero soprattutto i ceti sociali più deboli, tendesse con amore fraterno verso quel prossimo spesso respinto e disprezzato dalla società, cioè verso il povero, il malato, il perdente, l’ultimo.

Francesco vuole essere il «minore tra i minori» (umile tra gli umili). Si sostiene che egli applicò ai compagni l’appellativo minores, dato in spregio ai popolani dai ricchi, perché lui stesso voleva incarnare la figura di uomo del popolo.


Assisi e Santa Maria degli Angeli furono e sono tuttora il cuore pulsante da cui parte e a cui ritorna l’attività missionaria di questo nuovo Ordine dei Minori, come da allora in poi furono chiamati tutti coloro che seguirono (e che seguono) il santo fondatore assisano. In questo modo, lo spirito di condivisione è esempio concreto della comunione dell’anima con Dio, Gesù il Cristo, testimonianza di fede e di amore cristiano.  [Fonte: Wikipedia Francesco d’Assisi]


 

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